Sempre più spesso, gli svapatori pur di non andare a Trovare liquidi per sigarette elettroniche a Milano si orientano verso la preparazione fai da te dei propri e-liquid.
Se preparato nella maniera corretta, infatti, un liquido homemade può dare anche più soddisfazione di altri già pronti, soprattutto perché permette una combinazione di aromi potenzialmente infinita. Il punto, però, sta proprio nell’adottare le tecniche più adeguate perché il liquido riesca al meglio. Le fasi di preparazione sono molte, ed è piuttosto facile sbagliarne o trascurarne una: non basta seguire le ricette per mescolare bene gli aromi. In particolare, molti amanti del vaping caratteristica fretta dovuta a curiosità: una volta miscelate le componenti della base con gli aromi desiderati, vogliono svapare il prima possibile l’e-liquid che ne risulta. In alcuni casi, ciò non crea problemi; ma la maggior parte delle volte finiranno per fumare un liquido non ancora maturo.
La maturazione è la chiave della buona riuscita di un liquido. Se le premesse aromatiche degli ingredienti sono buone, ma la maturazione è insufficiente, senza dubbio il risultato finale si dimostrerà scadente, o comunque al di sotto delle aspettative. Ma come si stabilisce quando un liquido è maturo? Quanto e come i nostri liquidi vanno fatti maturare, prima che diventino svapabili? E, soprattutto, la fase di maturazione è davvero così importante? Cerchiamo di rispondere a queste domande nel seguito dell’articolo. in cosa consiste la maturazione di un liquido Iniziamo col dire che – per quanto la cosa possa stupire – la maturazione non esiste. È corretto parlare, invece, di “omogeneizzazione” o “miscelazione” del liquido. Un e-liquid non è un vino o un prodotto organico simile, in cui entrino in gioco i mille fattori chimici che permettono di parlare, appunto, di maturazione o invecchiamento.
Tutto ciò che può migliorare il nostro e-liquid lasciato a maturare consiste solo in una progressiva miscelazione delle particelle che compongono ogni singolo ingrediente. Per farla semplice: l’aroma ed eventualmente la nicotina hanno bisogno di tempo per mescolarsi alla base neutra (composta di glicole propilenico e glicerina vegetale). Tutto qui. Per questo motivo, non si può nemmeno parlare di “legami” in senso chimico: tra le molecole dei vari ingredienti utilizzati, infatti, non si verifica nessuna reazione chimica che alteri il risultato finale (tranne una più o meno blanda ossidazione). Quel che è certo è che è impossibile lasciar maturare un liquido con determinate caratteristiche e ritrovarne tempo dopo uno del tutto diverso.
Sul web si incontra chi è pronto a giurare che la maturazione sia del tutto inutile, e lo dimostra con dati e tabelle; al contrario, altri mostrano delle resistenze, e sostengono l’utilità di far maturare tutti i liquidi per delle settimane intere, o perfino per dei mesi; e molti, infine, si mantengono nel mezzo, con una certa dose di perplessità. Come stanno veramente le cose. La fase di maturazione non si può saltare a piè pari, anzi resta indispensabile perché il processo di auto produzione fili nel verso giusto. Tuttavia, i fan dei tempi spropositati di attesa farebbero bene a ricredersi: non occorrono mesi interi perché un liquido sia pronto da svapare. Spesso, anzi, attendere troppo potrebbe rovinare tutto quanto. Rispettare un tempo minimo di omogeneizzazione consente infatti di ottenere un liquido perfettamente miscelato, e dunque “maturo” al punto giusto, in grado di far risaltare tutti i sapori e i profumi della composizione.
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